Il panorama dei distretti industriali italiani è regolato dalla legge 317 del 5 ottobre 1991, e dalle seguenti leggi n. 266 del 7 agosto 1997 e n. 140/99 art. 6.
Con questa normativa lo Stato ha demandato alle singole Regioni l’individuazione dei distretti, ma alcune di esse, Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige, Umbria, Molise, Puglia e Sicilia non hanno ancora recepito la normativa. Per queste regioni quindi non esiste un elenco ufficiale e si deve riferimento all’elenco elaborato dall’ISTAT e ad altri studi ed indagini.
Nella “Guida ai Distretti Industriali Italiani – 2004”, nata dalla collaborazione tra Club dei Distretti e UnionCamere, sono definiti 100 distretti industriali, che operano principalmente nei settori tradizionali: tessile, calzaturiero, legno-arredo-casalinghi e agrolimentare.
La regione con il maggior numero di distretti è il Veneto (17), che precede la Lombardia(16). Al terzo posto l’Emilia Romagna (11), la Toscana (9) e poi Piemonte, Campania e Marche con sei distretti ciascuna.
Il totale delle ditte operanti nei distretti è di 88.863 unità, con 996.160 addetti.