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In Italia i distretti industriali vengono riconosciuti con la legge 317 del 5 ottobre 1991, e nell’articolo 36 lo stato delega alle Regioni il compito di definirli e localizzarli.
Questa legge è stata poi corretta dal Decreto del Ministro dell'Industria del 21 aprile 1993, dalla Legge n. 266 del 7 agosto 1997 e dalla Legge n. 140/99 art. 6, commi 8 e 9. In particolare proprio quest’ultimo articolo stabilisce che spetta alle singole Regioni individuare i sistemi produttivi locali e di conseguenza i Distretti Industriali.

Elenchiamo brevemente la legislazione delle varie regioni, in ordine cronologico di provvedimento.

La Regione Lombardia è la prima regione ad definire i distretti industriali, già nel novembre 1993 la Giunta Regionale individua i 21 distretti e, nel febbraio seguente, il Consiglio Regionale definisce le procedure per la stesura dei programmi di sviluppo, stanziando le risorse per gli interventi. Nel marzo 2001 la Giunta Regionale ha rielaborato la configurazione territoriale dei distretti, individuando 16 distretti e 5 meta-distretti.

Il Friuli-Venezia Giulia ha individuato 4 distretti nel maggio 1994 (L.R. 27/99) ma procedure e obiettivi sono stati definiti solo nel 1999. A marzo 2000 c’è stata una ridefinizione territoriale e nel 2001 è avvenuto l’insediamento dei Comitati di Distretto.

La Regione Liguria inizia ad occuparsi di distretti nel 1994 (L.R. 43/94) e nel febbraio 1995 riconosce l’unico Distretto che il Decreto ministeriale consente di enucleare dai dati del Censimento 1991 sui 16 Sistemi Locali del Lavoro regionali..

Il primo intervento della Regione Toscana sui Distretti in base alla legge 317/1991 è del 1995. Il Consiglio Regionale approva la mappa dei 7 Distretti riconosciuti e le modalità di attuazione degli interventi con le procedure riguardanti i piani di sviluppo, i Contratti di programma e i Comitato di distretto.

La Regione Marche crea una prima mappa del marzo 1995, basata sui dati del Censimento 1981 e approvata con deliberazione del Consiglio regionale, riconosceva 9 Distretti Industriali. Dopo diversi aggiustamenti sono state individuate e ratificate il 29 luglio 1999 26 “aree a valenza distrettuale". Per definire le aree distrettuali in modo più coerente alle reali situazioni produttive locali, è stato modificato il primo dei criteri del Decreto Guarino del 1993 (indice di industrializzazione manifatturiera) e in sostanza la Regione ha anticipato la legge 140/99, ricorrendo all’autonomia derivante dal D. Lgs. 112/98 (attuativo della legge 59/97 – cosiddetta “Bassanini”).

La Regione Piemonte identifica 30 Sistemi Locali del Lavoro con i requisiti formali e nel 1994 vengono raggruppati una prima volta in 14 Distretti, per poi riconoscerne 25 nel 1996. Nel settembre 2001 la Regione ha annunciato l’aggiornamento della mappatura con un decreto di prossima emanazione, con il quale sarà ratificata l’individuazione di quattro nuovi Distretti e la contestuale eliminazione di due che hanno nel tempo perduto i requisiti necessari.

La Regione Abruzzo nel 1996 ha individuato 4 Distretti Industriali, definendo contestualmente i contenuti
e le priorità degli interventi. Nel 1997 vengono insediati i Comitati di distretto che elaborano quattro piani di sviluppo abbastanza articolati, con l’indicazione di soggetti attuatori, tempi, risorse necessarie e fonti.

Nel 1997 la Giunta Regionale della Campania ha presentato una proposta di mappatura con 7 distretti, che il Consiglio ha approvato due anni più tardi (novembre 1999), definendo gli indirizzi, i criteri, le priorità per la promozione e la realizzazione dei programmi di sviluppo nei Distretti e stanziando i fondi necessari. Nell’ottobre 2001 è stata preannunciata la revisione delle aree distrettuali con il riconoscimento di due nuovi Distretti, uno in territorio Casertano e in parte nel Beneventano ed uno tra Caserta e alcuni comuni a nord di Napoli.

La Regione Sardegna nell’agosto del 1997 ha individuato con decreto quattro Distretti Industriali, seguendo la metodologia predisposta nel Decreto ministeriale del 21 aprile 1993. Successivamente la legge regionale n. 37/98, all’art. 4, ha previsto la realizzazione di programmi regionali volti al miglioramento dei servizi nell’ambito dei Distretti Industriali, come previsto dalla legge 317/91. Le direttive di attuazione della legge sono state emanate nell’aprile del 2001 (decreto n. 318 del 19/04/2001).

La Giunta della Regione Veneto, con deliberazione n. 23 del 3 marzo 1998, ha presentato al Consiglio una prima proposta di individuazione dei Distretti veneti, riformulata in data 27 luglio 1999 tenendo conto del decreto legislativo 112/98 (attuazione della legge “Bassanini”) ed in aderenza alla ratio della nuova normativa statale (leggi 140 e 144/99).

La Regione Basilicata, accogliendo la ratio della legge 140/99, ha approvato la normativa per gli interventi nei Distretti con legge n.1 del 23 gennaio 2001 e, cinque mesi più tardi (25 giugno), ha riconosciuto 4 Distretti e 8 Sistemi Produttivi Locali, attribuendo loro anche la funzione di referenti a livello locale dei programmi di sviluppo economico.

Nel mese di maggio 2001 la Giunta della RegioneLazio ha predisposto per l’approvazione del Consiglio la mappa dei Distretti Industriali e dei Sistemi Produttivi Locali, individuando contestualmente aggregazioni territoriali, denominate “Aree Laziali di investimento”, caratterizzate da profili economici ed occupazionali idonei a farne prefigurare il riconoscimento a medio termine come SPL o DI.

La Regione Puglia ha predisposto un disegno di legge, non ancora approvato nel 2002, per lo sviluppo dei sistemi locali di imprese e dei Distretti Industriali ed ha predisposto un documento nel quale sono stati individuati 6 Distretti Industriali, non ancora ufficialmente riconosciuti.