L'origine del settore tessile sul territorio lecchese risale all'epoca rinascimentale, quando la gelsibachicultura era diffusa per rifornire di materia prima i produttori di seta milanesi.
Con la dominazione spagnola le lavorazioni poterono diffondersi nel territorio e, a metà del Seicento, erano attivi nella zona lariana 14 "mulini da seta". In particolare, nel lecchese, si concentravano nel Settecento il 33% di tutti i mulini di seta operanti nel ducato di Milano, il 29% dei valichi di filatura e il 58% dei valichi di torcitura.
La produzione della seta greggia impiegava gran parte del territorio, nel 1835 nel Lecchese si potevano contare più di cento gelsi ogni 10 ettari. Per quanto riguardava la lavorazione della materia prima la specializzazione si focalizzava sulla filatura e sulla torcitura.
Preziosi esempi di questa industria sono visibili in tutto il territorio, a partire dal Museo della Seta di Garlate, ospitato nel Filatoio Abegg, inaugurato nel 1953, primo esempio di archeologia industriale al mondo. Ad Abbadia Lariana e a Ello esistono ancora gli ultimi mulini da seta.